UNA RIFORMA

STABILE NELL'INSTABILITÀ

così è sempre stato definito il sistema italiano della “prima Repubblica”, capace di cambiare governo  per ben 52 volte mantenendo però sempre una continuità politica interna ed una azione estera coerente con i governi precedenti.

Oggi quella capacità è venuta meno: le visioni del mondo di destra e sinistra sono agli antipodi: il Governo Conte II ha smantellato quello che aveva fatto con il governo Conte I, le priorità cambiano ogni anno, i governi passano da essere sovranisti ad europeisti in poco tempo e l’azione internazionale è più che mai compromessa.

LEGGE ELETTORALE

NO GRAZIE

Rafforzare il ruolo del governo non ha alcun senso senza una legge elettorale che limiti una volta per tutte l’assurdo multipolarismo italiano.

Il nostro sistema è il più frammentato in Europa e anche quando Pd e PDL si contendevano il governo, il bipolarismo fu solo di facciata: alle politiche del 2006, infatti, le due coalizioni erano composte da ben 14 liste differenti.

Un governo serio, stabile e libero dal partitismo può esistere solo con una maggioranza chiara ed omogenea.

LEGGI ELETTORALI ITALIANE

1948: PROPORZIONALE; 1953: MAGGIORITARIO; 1953: PROPORZIONALE; 1993: MATTARELLUM; 2005: PORCELLUM; 2014: CONSULTELLUM; 2017: ITALICUM; 2017: ROSATELLUM

LEGGI ELETTORALI FRANCESI

1958: MAGGIORITARIO A DOPPIO TURNO

RICORSO AL DECRETO LEGGE

BERLUSCONI 23.29%
MONTI 28.25%
LETTA 22.52%
RENZI 24.35%
GENTILONI 26.23%
CONTE I 17.12%
CONTE II 48.65%

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